05 Jan 2012
Forte Bastione

Tra Castelpoggio (Carrara) e Fosdinovo, in località "Spolverina", c'è un' altura denominata "Monte Bastione". Su quell'altura, tra quota 690 e 697 metri, è presente un forte ottocentesco, costruito tra il 1885 e il 1889, ormai in stato di totale degrado. Il forte è raggiungibile percorrendo la statale che da Castelpoggio porta a Fosdinovo, parcheggiando al bivio per Vallecchia e proseguendo a piedi nel sentiero numero C7 in direzione Carrara.

Il sentiero non presenta alcuna difficoltà ed è percorribile da chiunque. Salendo il primo tratto, ci si trova in mezzo ad un bosco di castagni, sulla costa est di una piccola altura che presenta ancora tracce di buche occupate, nella seconda guerra mondiale, da truppe tedesche. Ce ne sono diverse, dislocate tutte attorno ed una grande sulla sua sommità. Dopo un breve tratto quasi pianeggiante, il sentiero torna a scendere e ci si trova in una piazzuola da cui arriva una strada sterrata. Proseguendo in salita, si percorre la vecchia via d'accesso al forte e si iniziano a trovare dei primi ruderi. La strada prosegue con alcuni tornanti fino ad arrivare all'entrata del forte. Proprio di fronte a questo lato del forte sono presenti un fossato e diverse feritoie a forma circolare e rettangolare che servivano ai fucilieri. 

ATTENZIONE!! il forte è fatiscente e pericoloso. Se decidete di andare all'interno delle strutture lo fate a vostro rischio e pericolo: ci sono pavimentazioni crollate, mura di mattoni instabili, tombini aperti e tutte le altre insidie che potreste trovare in qualsiasi altra struttura abbandonata e pericolante.

Entrando, si notano ancora le fessure utilizzate dal ponte levatoio. Nella prima stanza, sulle due porte di entrata a sinistra, si distinguono ancora due scritte "telegrafo" e "dormitorio". La struttura è molto fatiscente a causa degli eventi bellici della seconda guerra mondiale e ad al suo successivo abbandono..... la maleducazione e gli atti teppistici hanno fatto il resto.

Proseguendo si accede ad un piccolo cortile da cui è possibile entrare nelle varie stanze che compongono il forte. Proseguendo sul lato destro, si risale una piccola rampa, fino ad arrivare ad un cortile in cui erano presenti i magazzini d'artiglieria. Entrando in questa struttura, si notano ancora le tracce delle scale che portavano alla parte superiore che domina tutto il circondario, in cui era posta l'artiglieria. Nel 1889 si potevano contare ventuno pezzi d'artiglieria. Probabilmente fu disarmato durante la Prima Guerra Mondiale e i suoi armamenti, furono dislocati sul fronte in cui era impegnato l’esercito italiano. In quel periodo, fu utilizzato come prigione per i prigionieri austro-ungarici duranteBottone d'artiglieria austriaco ww1 la prima guerra mondiale. In questo senso, ci giunge una piccola traccia da Castelpoggio, infatti, lungo un sentiero è stato ritrovato un bottone di un soldato austriaco di un reparto d'artiglierie, probabilmente impegnato nella rimessa in ordine delle mulattiere (è solo un' ipotesi, ma suggestiva), durante la prigionia come avveniva in altre parti d'Italia.

Nella seconda guerra mondiale, venne utilizzato dalle truppe nazifasciste per fermare l'avanzata degli alleati, al fine di permettere la ritirata delle truppe e dei mezzi, a seguito della caduta della linea gotica. Da qui si dirigeva il tiro dell'artiglieria verso gli alleati. Il 15 aprile 1945 Forte Monte Bastione fu occupato dalle truppe americane dopo che le truppe tedesche lo avevano abbandonato. 

Una visita suggestiva del forte è il bunker posto a sud, proprio nelle alte mura che stanno in quel versante. Per raggiungerlo è sufficiente scendere a sud del forte, lungo una discesa in mezzo agli alberi fino al raggiungimento di quello che doveva essere il camminatoio sulle mura a sud. Qui, ad un certo punto, si nota una rampa di scale che scende lungo un profondo corridoio. Armati di pila si scende.... c'è una prima scala che scende ripida al buio. Prestiamo molta attenzione ai tombini aperti, presenti lungo il percorso e si arriva in fondo. Il corridoio prosegue in modo pianeggiante tra bocchette di aereazione e pezzi di mura crollate, fino ad un altra breve rampa in salita da cui si accede al bunker. Da qui si vedono le feritoie che guardano i lati delle mura e pensiamo a quanto doveva essere difficile e dura la vita del soldato.

Decidiamo di guardare anche l'esterno del bunker. Usciamo dal forte e ci dirigiamo a sud di esso, risaliamo contro le mura e giriamo attorno, tra rovi e vegetazione fitta. Ad un certo punto, arriviamo di fronte alle feritoie. Mi colpisce molto vedere i segni delle pallottole che hanno scalfito le mura intorno alle singole feritoie.

Per concludere....
e' un vero peccato che una struttura così bella sia in uno stato di degrado così grande. Inoltre, chi la frequenta, dovrebbe averne più rispetto evitando di lasciare spazzatura o di alterarne lo stato delle cose. Mi riferisco soprattutto ai gruppi che fanno softair: la vostra attività è bellissima ma fatela nei boschi e non nei monumenti storici!!