10 Nov 2011
Pietro Leopoldo

Storia
Nel Granducato di Toscana, negli anni della Reggenza lorenese di Francesco I, la discussione sul rifacimento del catasto venne introdotta nel 1763, in coincidenza con l'apertura della discussione in questo ambito a livello europeo. Nel 1765, dopo l'arrivo sul trono toscano del nuovo Granduca Pietro Leopoldo, la questione fu ripresa in concomitanza con la riforma comunicativa la quale prevedeva oltre al rifacimento del catasto la riforma delle comunità. L'idea di un catasto generale fu definitivamente abbandonata nel 1785.
La riforma di Leopoldo
La riforma, che prevedeva il rifacimento del catasto era dovuta alla ripresa più generale della vita politica interna degli stati europei al momento della conclusione della Guerra dei sette anni (1756-1763), che aveva lasciato una crisi finanziaria per la quale era necessario ridefinire e riparare i problemi costituzionali. La nuova struttura della comunità concretizzata dal Granduca e da un gruppo di funzionari filofisocratici, aveva come obiettivo per il suo funzionamento un riordino del sistema tributario, ma anche un controllo su quanti possedessero dei beni e per quale valore. Secondo la riforma, solo i possessori di beni potevano far parte delle magistrature locali, e con cariche il cui prestigio e potere era dovuto al patrimonio accertato. Accanto ai maggiori diritti, i proprietari terrieri avrebbero dovuto assumere anche maggiori doveri nella gestione politica e finanziaria delle comunità, e nella copertura degli oneri fiscali, attraverso l’eliminazione di esenzione o privilegi passati.

La zona
Tutte le montagne che stanno nelle zone tra Succisa e Grondola, sono disseminate di tantissimi cippi di confine. La maggior parte presentano la sola linee di demarcazione posta sulla sommità dello stesso. La linea ne descrive l'esatta divisione, quindi troviamo cippi con una linea o linee intersecate tra loro. Molte presentano anche il numero della cella corrispondente nella mappa. Tra le tante, se ne trovano alcune curiose con lettere scolpite (forse la sigla del proprietario) o con riferimenti mappali difficilmente decifrabili.
Nelle foto sotto, ne ho fotografati alcuni, di cui 2 con le seguenti scritte: "1a Zona" e l'altro "2a Zona". Non ne conosco il significato, ma entrambi si trovano a distanza di pochissimi metri, su una grossa mulattiera del bosco. Uno si trova a valle della mulattiera e uno a monte, quasi volessero segnalare al passante, il passaggio tra una zona e l'altra. Entrambi questi cippi sono molto più grandi dei cippi di confine di proprietà.
Tra le tante pietre di demarcazione, ne ho trovata una un po' particolare. Essa si trova su un sentiero marcato sulle stesse mappe leopoldine di Pontremoli. Si trova circa all'inizio della Cisa, in una zona boschiva. E' posta in nel selciato del sentiero ma di lato. Non si comprende bene cosa esattamente ci sia scritto. Le fossette (non visibili in foto), lascerebbero supporre che sia servita come pietra di riferimento, forse utilizzata proprio nella stesura delle mappe..... è solo un' ipotesi (vedi ultima foto)