09 Nov 2011
La cascata sul Monia

Il torrente Monia, nasce nell'Appennino Tosco Emiliano tra i paesi di Biglio e Lusignana, scorre nelle vicinanze di Irola, fino ad immettersi sul fiume Magra, nei pressi di Villafranca. E' un torrente piccolo ma con buona portata d'acqua.
Il mulino della Debbia, ormai rudere, si trova sul Monia, tra Villa di sotto e Gigliana, posizionato nei pressi dei una bellissima cascata da cui prendeva l'acqua per il suo funzionamento. Per raggiungere la cascata e il mulino, decidiamo di percorrere il torrente più a valle, come consigliato anche da un altro sito.
Uscito ad Aulla, percorriamo la statale SS62 della Cisa, in direzione Pontremoli. Dopo avere passato il paese di Villafranca Lunigiana traviamo l'indicazione sulla destra, per Mocrone. Appena girato a destra, si passa sotto un ponte della ferrovia e si rigira a sinistra in direzione Irola. Dopo poco, sulla sinistra, si vedono i segni bianchi e rossi del sentiero del CAI, che attraversano un ponticello. Si attraversa in auto e si parcheggia.
Scarichiamo gli zaini e entriamo nel fiume per iniziare la risalita verso la cascata. Tutta la risalita sarà fatta nel letto del fiume e nel fiume stesso, risalendo nel bosco, solo nei tratti più difficili.
Appena iniziamo a salire, notiamo subito i terrazzamenti abbandonati, sulla nostra sinistra, che ci accompagneranno per lunghi tratti di fiume. Questi ci ricordano che un tempo, la zona era coltivata ed utilizzata.
Il primo tratto di risalita non riserva piacevoli sorprese, anzi, la presenza umana si nota in alcuni tratti inquinati da scarichi civili di cocciame ed altri oggetti (non capirò mai perchè la gente non porta il cocciame alle discariche). Via via che si sale però, il fiume risulta essere più pulito, tanto che ad un certo punto, in una pozza riusciamo a vedere due granchi di fiume, assai rari ormai. Personalmente è la seconda volta che li vedo su un fiume, mi era già capitato di vederne uno sul torrente Lucido.
La risalita è divertente e avviene su ambienti assai diversi: tra cascatelle, pozze e zone in cui il fiume si allarga e diventa basso su formazioni rocciose ampie. Tra le cose che spiccano c'è un tratto in cui incrociamo un piccolissimo affluente che si getta un una pozza limpidissima, prima di entrare nel Monia (vedi foto): uno spettacolo unico.
Lungo il percorso, mi colpisce una grande mulattiera lastricata che prima ci accompagna sulla sinistra e poi sparisce inghiottita dal fiume, per poi riaccompagnarci a destra e poi nuovamente a sinistra. Decidiamo di indagare meglio: risaliamo dal fiume e seguiamo la strada per un tratto. E' un grande lastricato, in grado di di far transitare un piccolo carro. In futuro forse controlleremo di persona dove parte e dove arriva, al momento possiamo solo supporre che essa congiunga Gigliana e Villa di Sotto.
Torniamo sul fiume e continuiamo la nostra risalita. Va detto che la risalita non è particolarmente impegnativa ma non è ovviamente adatta a bambini piccoli sia per la pericolosità di scivolare, per la lunghezza del percorso e per i tratti in cui la gola diventa molto stretta e costringe a qualche piccola arrampicata su roccioni o nel bosco.
Sembra di non arrivare mai, poi, improvvisamente, nel tratto forse più "selvatico" con alberi e tronchi abbattuti in lontananza la cascata........ bellissima!!
Poche decine di metri prima ci fermiamo a guardare il mulino che si trova sulla destra, inerpicato sul costone del fiume. Ormai è ridotto a rudere ma sono ancora presenti le strutture perimetrali, le stanze con le macine e alcune parti delle ruote che le azionavano. La struttura è piuttosto grande e credo servisse un discreto numero di utente. Si notano inoltre, due lastricati che vanno verso Villa di Sotto ed uno in direzione Gigliana a testimoniare che il mulino si trova in quello che poteva essere un punto di passaggio e di facile accesso per i due paesi. Nella parte più alta del mulino, sono ancora presenti dei ferri da cui passava un corrimano che andava fin sopra la cascata. Nella parte alta della cascata, si intravede ancora il piccolo canale artificiale che portava l'acqua al mulino.
Scendiamo sul fiume ad ammirare la cascata. Nell'arco degli anni, lungo la discesa d'acqua, è crescita la vegetazione che scende giù ed accompagna l'acqua nel salto. Alla base della cascata è presente una pozza d'acqua. Purtroppo l'acqua non è invitante e non è limpidissima ma ha una colorazione velata di bianco, altrimenti un bagno lo avremmo fatto volentieri, vista la calura e l'umidità estrema presente in quel posto.
Decidiamo di tornare risalendo la il lastricato che va verso Villa di Sotto. Il lastricato è del tutto abbandonato, in molti tratti quasi invisibile. Incrociamo poi una strada sterrata, la risaliamo e arriviamo a Villa di Sopra. Seguiamo la strada per tornare alla macchina.
Personalmente, vi consiglio di riscendere con il fiume anzichè risalire a Villa di Sopra per due motivi:
1) la strada di risalita non è segnata e c'è il rischio di perdersi
2) lungo i tratti erbosi sono presenti le zecche ed è meglio evitarle se si hanno i calzoni corti

Alcune note.
Il tempo di percorrenza del tratto dovrebbe essere di 40-50 minuti sul fiume. Noi ci abbiamo messo due ore perchè ci siamo fermati più volte ad "esplorare" alcuni tratti di bosco in cui abbiamo incontrato ruderi, sentieri e lastricati.