04 Jul 2017
Mulino

Il torrente Cisolagna scorre lungo uno stretto solco, ai piedi di piccoli paesi semisconosciuti come Novegigola, Meredo, Canala, Cercò  e Campo di Sopra. E' alimentato da una serie di canali e rigagnoli, di incredibile bellezza.
Nel mio girovagare, ho incontrato tanti e tanti mulini, ma di pochi ho scritto qualcosa. Questo è dovuto ai mille problemi che spesso ci sono nel raggiungerli, dovuto tra l'altro a distanze, fitta vegetazione, sentieri ormai inghiottiti dalla natura e dagli eventi ecc... Spesso poi, quando si raggiungono, sono completamente distrutti. In questi casi, non volendo deludere le vostre aspettative,  tengo per me la bellezza di quel che vedo: da appassionato di storia contadina io ne apprezzo anche il singolo muro rimasto in piedi o la singola macina di pietra semi inghiottita dal fiume.
Pozza acqua del torrente Quindi, riporto solo i mulini apprezzabili da tutti, in uno stato in cui si può ancora capirne il funzionamento e magari in contesto di bellezza naturalistica straordinaria. A questi descritti sotto, non ci sono arrivato per caso, ma dopo attento studio di percorsi e mappe. Non ho idea di quanti mulini ci siano nel torrente Cisolagna, lungo i suoi 6,5 km, personalmente ne ho contati ben 7 di cui 6 ritrovati, un numero veramente elevato.
Non vi descriverò tutti i mulini, ma solo 3 di essi, i più facili da trovare e raggiungere, posti a una distanza di poche centinaia di metri l'uno dall'altro. I tre di questo articolo si trovano sotto "Canala", paese fino a ieri, a me del tutto sconosciuto. Arrivato al cartello del paese, parcheggio vicino al ristorante, accendo il GPS e decido di percorrere il sentiero che ho segnato il giorno prima. Basandomi su mappe vecchie e a volte antiche, può capitare di non trovare più i sentieri originali e di dovermi arrangiare in altro modo. Seguo appunto il percorso stabilito, che sale nel paese. Devo dire che questo piccolo paese è praticamente invisibile dalla strada, essendo su una costa in cui la strada lo sfiora solo marginalmente. E' un paesino molto piacevole, con piccole viuzze strette e lastricate. Mi piace la sua semplicità e nel suo essere anonimo e nascosto, offre qualche bello scorcio. Se dovessi dare una caratteristica "umana" a questo paese, direi che è un timido vecchietto, magari con un'affascinante storia da raccontare. Non ho molto tempo di fermarmi, lo attraverso e ridiscendo lungo un piccolissimo lastricato che scende velocemente nei campi. Qui, proprio sotto il paese, incontro una coppia non più giovane, che coltiva il proprio orto, piccolo ma ordinato. Approfitto per chiedere e accertarmi che il percorso sia giusto. Il signore mi dice che devo seguire la strada sterrata posta più a monte e aggiunge un: "...ma dei mulini, non troverai più nulla". E' la cosa che sento sempre dire da chi "c'era", da chi li ha visti funzionanti. Una frase malinconica di "un tempo che fu", la sottolineatura di un’epoca ormai passata e sepolta. Certo, chi li ha visti funzionare, chi ha vissuto quell'epoca, vedere le poche mura rimaste, equivale a un "non troverai più nulla".
Strada che scende Scendo lungo la strada sterrata. Poco meno di un chilometro di strada fatta di coccie sassi, una strada adatta a trattori però, per quanto esteticamente piuttosto brutta, rende la discesa alla portata di tutti. Durante la discesa, si apprezzano campi nel più totale abbandono e vecchi terrazzamenti inghiottiti dalla vegetazione. Qualche giorno dopo, durante la visita di un altro mulino più a monte, un signore mi spiegherà che nei paesi lungo il Cisolagna, c'era una gran produzione di grano, con campi che scendevano lungo il monte fino al letto del fiume, dove i terrazzamenti posti vicino all'acqua, lasciavano spazio a coltivazioni di fagioli.
Scendendo rapidamente lungo la strada, si arriva al fiume. Qui si lascia la strada e si ridiscende il letto del fiume a piedi. Già in questo primo tratto, si apprezza la bellezza di una natura rispettata: mi accoglie una stupenda pozza d'acqua cristallina, incastonata in una vegetazione lussureggiante. Sono quei luoghi che ti fanno sentire tanto lontano dalla frenesia dei tempi moderni: Aulla è forse a 2-3 km in linea d'aria, ma per quel che si vede qui, forse sono anche 1000 km che ci separano... o forse è solo una distanza temporale.
Scendendo lungo il torrente, mi accompagna solo il rumore dell'acqua e canto di qualche uccello. La vegetazione è fitta e rigogliosa, ma non è invadente: prevalgono alberi alti, che creano un tetto verde, dal quale il sole si affaccia in modo timido. Dopo brevissima distanza, sulla sinistra, si appare e si fa apprezzare un muro di pietra. E' un grande muro a secco, posto come argine del torrente a protezione di qualcosa. Ci salgo sopra e mi ritrovo sul bordo della grande vasca in cui veniva raccolta l'acqua per essere poi convogliata nelle pale orizzontali, poste sotto il mulino. E' una vasca veramente grande, quasi integra. Al suo interno sono cresciuti alberi, ma sono ancora ben visibili le condotte alle pale. Ci giro attorno e viene alla luce quel che resta. Queste costruzioni sono ovviamente poste in gole umide, quindi i tetti e i solai in legno si deteriorano velocemente e crollano. Solitamente, la parte fatta ad arco, nella parte più bassa, dove scorreva l'acqua, riesce a reggere il peso del materiale crollato proprio per la natura stessa della sua forma, lasciando a vista parte delle macine. In questo caso, le macine sono coperte dal materiale crollato, ma di lato ne rimane una visibile, coperta di verde muschio, appoggiata ad un muretto. Sono ancora visibili anche due parti superiori, da cui veniva fatto scendere il grano, riutilizzate nel tempo, per altri scopi: sembrano coperture di zone di fuoco: improvvisate cappe, così deduco dalle pietre ancora annerite del muro.
Mulino Mi sposto nella zona frontale del mulino. Salta subito all'occhio l'enorme canale scavato e rinforzato con mura in pietra, da cui usciva l'acqua e il bellissimo arco della camera delle "ritrecine" (le pale orizzontali, in Toscana erano chiamata "ritrecine"). Dentro non si vede più nulla, a parte l'asse su cui poggiavano (o forse il ritricene stesso privato delle pale). Il canale è stupendo: un solco netto e ordinato che taglia il campo attorno al mulino. Immagino la bellezza di quando era funzionante. Ci salto dentro con attenzione, per fare delle foto: sembra una grande trincea.
Torno sul torrente richiamato dal suo fascino, lasciando alla mia sinistra i muri a secco e i campi invasi ormai dagli alberi. Basta camminare poco a valle e sulla sinistra si incrocia il secondo mulino. Il tetto è crollato, ma le mura perimetrali sono ancora lì, le finestre, le inferriate... persino gli scuri di legno. Mal ridotto, malinconico, ma con aria di fierezza, resiste al tempo che passa e a condizioni ambientali veramente estreme. Al suo interno, sono ben visibili le macine. Una stufetta a legna ci indica che qui le temperature invernali non erano delle migliori. Ci sono ancora bidoni arrugginiti non particolarmente vecchi. Con molta probabilità, questo mulino è stato attivo fino ad una 50-60 anni fa o poco più, o forse è stato usato come deposito.
Mulino Nelle stanze in cui arrivava l'acqua, è tutt'ora visibile un "ritrecine" privato delle pale, ben osservabile se si illumina all'interno, da una finestrella laterale della stanza. Passando al retro, nella parte a monte, si può salire sulla vasca di raccolta acqua. E' veramente grande, la sua grandezza la si apprezza ancor di più, scendendoci all'interno. Le mura della vasca, lato fiume, sono rinforzate per reggere la pressione pazzesca esercitata dall'acqua: considerando che ci stavano chissà quante decine e decine di metri cubi d'acqua e quindi tonnellate e tonnellate di peso (1 metro cubo di acqua = 1000 kg). Uno sfruttamento positivo delle forze fisiche e della natura.
Il terzo mulino si trova più a valle. Bisogna fare molta attenzione a scorgerlo. E' posto sulla sponda destra, leggermente rialzato. E' mal ridotto e bisogna prestare molta cautela: è tutto molto molto pericolante. Non aggiunge altro alla bellezza già vista.
Devo dire che che questi tre mulini, si trovano in un luogo quasi fiabesco, in una pace e serenità ormai merce rara. Se ci si siede in silenzio sulla riva al torrente, la musica della natura attorno ci invade e la vista è soddisfatta da quel che ci circonda. Il torrente è di una pulizia come pochi altri, avendolo percorso quasi tutto, posso dirvi che è popolato da diversi animali protetti e rari. E' un bel posto per ammirare pezzi di storia raccontata dai nostri nonni, per passare una mezza giornata alla scoperta di angoli di paradiso, è un posto favoloso per chi è alla ricerca di angoli da fotografare: qui troverà decine e decine di soggetti. Per chi ama la natura, la storia recente, l'esplorazione, la meditazione, questo è il luogo giusto.

Come arrivare e consigli.
Arrivare a questi mulini è semplice. Da Aulla prendete per Barbarasco. Appena superato il ponte sul fiume Magra, prendete a sinistra in direzione Novegicola. Seguite la strada fino al cartello "Canala" (sulla sinistra, prima di una curva a gomito). Parcheggiate nei pressi della curva (vicino alla trattoria Zini). A piedi tornate indietro per 50 metri e prima del cartello "Canala", prendete la stradina asfaltata che scende. Scendete a piedi per un centinaio di metri, fino ad incrociare una stradina di sassi e cocci che scende, riconoscibile dal palo giallo del gas. Scendete questa strada. Scendendo incontrerete due diramazioni, la prima va verso una baracca sulla sinistra, in prossimità di una curva, voi tenetevi sulla strada che sale. La seconda sale a destra verso un campo con casa, voi tenetevi a sinistra. Passerete davanti ad una casa abbandonata e subito oltrepassata, la strada scende nel fiume e risale dall'altra parte. Quando arrivate al fiume, non risalite nella strada, ma seguite il corso del fiume verso valle. Il primo mulino è li a 200 metri. Lo riconoscete dalle mura a sinistra (saliteci sopra e sarete nel vascone o nei suoi campi). Il secondo è a 50 metri più a valle. Il terzo è più lontano e andateci solo se avete buon occhio. Non è bello come i primi due.
Distanza da percorrere dalla strada circa 1,2 km.

Cosa serve? Raccomandazioni?

  1. scarponcini da montagna
  2. attenzione alle pietre scivolose (ce ne sono pochissime e per questo sono insidiose). Di norma, quelle scure sono da evitare
  3. il telefonino non prende nel tratto dei mulini