15 Apr 2012
Una tomba della necropoli

Ringrazio la maestra Maria Luisa Pedrazzi per l'articolo che mi ha mandato e i suoi alunni della Scuola Primaria di Fiumaretta per l'articolo riportato nell'immagine in fondo, pubblicato sul giornalino "Ameglia Informa". I cognomi dei ragazzi sono volutamente cancellati per la privacy.

Questo è davvero un luogo dimenticato dal tempo: sotto il borgo medievale di Ameglia, ai piedi della collina di Costa Celle, la necropoli di Cafaggio è l’area cimiteriale di un nucleo di Liguri Apuani che utililzzava un importante scalo marittimo alla foce del fiume Magra. Nonostante l’importanza archeologica e storica, il sito è chiuso da un cancello che lo separa dalla strada. Probabilmente persino molti abitanti di Ameglia non conoscono l’esistenza di questa necropoli eppure…..per capire il fascino di questo luogo bisogna fare uno sforzo ed andare indietro nel tempo: nel 1976 a seguito di uno sbancamento abusivo, viene ritrovata la necropoli datata nel IV sec. a. C., comincia una lunga campagna di scavo, io avevo 8 anni e ricordo le giornate insieme agli archeologi, i ritrovamenti delle urne e dei reperti dentro le tombe, ero troppo piccola per capire tante cose, mi sembrava di vivere un’avventura incredibile, però mi facevo tante domande: cosa contenevano le urne? Perché non c’erano scheletri? Perché le armi e i gioielli erano anneriti? 

Sono 54 le tombe ritrovate all’interno di questa struttura recintata da muri a secco: tombe a cassetta che custodivano le urne con i resti di cenere e ossa dei defunti e il corredo funerario. L’analisi delle ceneri e la tipologia dei corredi hanno permesso di stabilire che apparteneveno a più di 80 individui, 27 maschi, 36 femmine, 6 bambini e altri non identificabili. Il corredo delle sepolture femminili: anelli, orecchini, spirali, fusaiole usate per la filatura. Il corredo maschile: spade, giavellotti, lance manomesse prima del rogo funebre. Questi oggetti testimoniano i contatti con Etruschi, Celti, Greci e provano che il nucleo di Ameglia aveva un’economia più fiorente rispetto ad altri insediamenti della zona.

Passare davanti questo luogo tutti i giorni è un po’ triste… penso che reperti così importanti meritavano un museo, invece i corredi sono in un magazzino del museo di Luni, penso ai nostri antenati che ci hanno lasciato la testimonianza di un culto funebre così dignitoso e devoto e spero che non  vedano l’erba che cresce sulle loro tombe, penso ai bambini, ai  miei alunni delle elementari e alle loro domande quando parlo di questa necropoli, soprattutto questa. Perché non possiamo vedere le armi e i gioielli? 

Lascio la parola ad alcuni di loro che scrissero quest’articolo nel 2007 (tra le foto)

Maria Luisa Pedrazzi