21 Jun 2014
Pian della Faggiola

Piano della Faggiola, è una vasta area prativa a 1180 metri di altezza, posta sul versante sud del monte Giogallo (1370 m.), nel comune di Pontremoli. Luogo insolito, poco conosciuto dai non fungaioli, ma molto bello. Siamo sull'Appennino tosco- emiliano in un luogo che avrebbe tantissime cose da raccontare come tutti i luoghi di confine.
Questo luogo accontenta tutti: il pigro a cui non piace camminare, quello che fa trekking, chi ama prendere il sole e chi invece ama il fresco, quello che ama campeggiare e chi invece vuol solo farsi una grigliata in una gita fuori porta..... unica cosa richiesta è l'amore per la natura, la montagna e non essere legati alle comodità.
La salita verso Pian della Faggiola non è facile, ma regala grosse soddisfazioni paesaggistiche tra castagneti da frutto, vecchie piane a secco e casoni abbandonati. Se salite a piedi, non mancherà anche qualche incontro con animali selvatici. E' un percorso in mezzo al silenzio della natura..... è quasi peccato mortale romperlo col rumore alieno dell'auto. Dall'altro lato è un'esperienza diversa, una di quelle cose viste in TV, avventure in jeep in mezzo alla natura selvaggia, magari sognate. In piccolo si rivivono quelle esperienze di avventura che mai ci si aspetterebbe di fare.
Salendo con una semplice e vecchia panda, subiamo sobbalzi e sballottamenti vari, tra andamenti lenti e attenti, che cercano di schivare buche, avvallamenti, pietre...... ma fanno parte dell'avventura, del porsi un obiettivo ed arrivare faticosamente a "meta". Nella vita si superano strade ben più tortuose....
Salendo la vegetazione via via muta, i castagni lasciano spazio ai faggi, il sottobosco diventa pulito e "magico"...... un' ultima curva ed ecco che si apre l'enorme prato di Pian Della Faggiola! Ancora qualche centinaio di metri e parcheggiamo all'ombra dei grandi faggi, vicino allo steccato del rifugio.... e già.... il rifugio, perchè Pian della Faggiola, grazie all'amore per la natura di diversi abitanti di Succisa, non è un luogo abbandonato, ma curato. A monte dell'area prativa c'è un vecchio casone ristrutturato e tenuto volutamente aperto,  rifugio per chi transita in quei luoghi. Il rifugio è circondato da un esteso steccato che delimita la strada e la parte prativa, dall'area pic-nic divisa in due zone: un'area attrezzata per grigliate e una composta da un lunghissimo tavolo e panche di legno, in grado di ospitare decine di persone infine un angolo con fontana, all'esterno del rifugio. Non è rarissimo trovare gruppi di persone in festa, magari dei paesi limitrofi.  Pian della Faggiola - il rifugio
Il prato di Pian Della Faggiola è quasi pianeggiante e dà libero sfogo alle scorribande di eventuali bambini, circondato dal tipico bosco di faggio: pulito, fresco, colorato e a tratti quasi "buio"..... l'unico pericolo esistente qui è quello di perdersi, ammaliati dalla sua bellezza, richiamati ad addentrarsi senza pensieri al suo interno come il canto delle sirene di Ulisse.
In questo posto ci si lascia alle spalle tutto, non esistono più pensieri e si gode in pieno la compagnia delle persone vicine, degli animali, delle piante ma anche degli stessi rumori che dovrebbero essere famigliari ma che ormai abbiamo sostituito con rumori innaturali. Paradossalmente il fruscio del vento, il richiamo dl capriolo, il rumore di un grillo è percepito come un qualcosa di bellissimo e unico oppure di pauroso, innesca comunque una sensazione piacevole o spiacevole, non lascia indifferenti, mentre un rumore d'auto, un campanello, un aereo rappresentano la normalità..... è il mondo invertito dove l'uomo perde le sue naturali collocazioni e i suoi ritmi, scanditi da campanelli e orologi, invece che da sole e stagioni.
Tiriamo fuori le tende e scegliamo con cura il posto dove montarle, rispettando il cartello di divieto all'interno dello steccato, il posto non manca di certo. Decidiamo, per comodità, di restare vicino alle auto, poco distante dal rifugio, in una zona al ridosso del prato, in modo da usufluire del fresco degli alberi, della vista di tutta l'area prativa, delle poco distanti griglie, delle auto ma anche del rifugio. E' una zona stupenda dove piazzare tende. Pian della Faggiola - Resti dell'F104
Dopo aver montato quello che è stato ribattezzato come "campo base", ci si riposa...... l'amico Luca si è pure portato un'amaca che si gode dondolandosi al fresco. I bambini giocano nel prato, un prato dominato da grilli di vari colori che diventano "prede" degli stessi bambini, che si divertono a fotografarli...... effettivamente ce n'è una varietà incredibile tra colori vari. C'è tempo per un' escursione verso il crinale del monte dove incrociamo anche un frammento grande come un quaderno, di quel che rimane di un aereo dell'aviazione militare italiana (un F104) che nel 1984, si schiantò proprio a ridosso del crinale.
Al ritorno incrociamo un piccolo topolino color rosso che scappa tra i mirtilli e si rifugia vicino a un albero, dal quale fa capolino per cercare di capire che cavolo di animali siamo..... è un nocciolino o moscardino, un piccolo mammifero della famiglia dei ghiri. Il tempo di rientrare e nel rifugio spunta un altro ospite, un ghiro che fa evoluzioni tra le travi. Questi animali ricordano molto gli scoiattoli, dai quali si differenziano per la coda meno folta.
Cala la notte, una notte di stelle come non si vedono in città, a 1180 metri non è afoso, si dorme bene. Chissà, forse tra tutti qualcuno ha pure russato, ma dopo una giornata intensa, non mi avrebbero svegliato neppure con un colpo di fucile. Torna il giorno e il sole scalda la tenda, ci si prepara con calma, si smontano le tende e si lasciano al sole mattutino..... si torna a casa, tra le lamentele dei bambini che vorrebbero restare ancora.
 
Le solite note finali per chi vuol andare a Pian Della Faggiola.....
Per arrivare a Pian della Faggiola è necessario percorrere alcuni km di strada sterrata partendo da Succisa (dai 5-6 km circa), in auto idonea o a piedi. Le condizioni della strada possono variare da stagione a stagione, pertanto, per chi decide di percorrerla in auto, è bene informarsi prima presso la Cooperativa Giogallo che gestisce i cartellini per la raccolta dei frutti del sottobosco (dei funghi in particolare). La strada infatti è mantenuta percorribile unicamente grazie a questa cooperativa e a qualche volenteroso abitante delle località sottostanti che riescono, di anno in anno, a renderla il più possibile percorribile. Stiamo comunque parlando di una strada per fuoristrada o auto particolarmente alte e rustiche come panda 4x4 e similari.
Dire "partendo da Succisa" mi rendo conto essere molto vago, essendo Succisa formata da diverse frazioni..... per essere più precisi, si può salire seguendo due strade differenti: da Pollina o da Villa Vecchia.
Personalmente cosiglio la strada più lunga, ma anche più morbida e meglio tenuta. Questa parte da Villa Vecchia. Venendo da La Cisa dovete andare verso La Colla, passare sotto l'autostrada e proseguire verso Villa Vecchia. Arrivati alle prime case fate il tornante in salita, poi il successivo, fino ad arrivare ad una strada sterrata dov'è presente una specie di casello dove si paga il tesserino per la ricerca dei funghi. Voi dovrete passare la sbarra e proseguire per quella strada per qualche chilometro.
Partite attrezzati: scarponcini, tenda, una griglia, un pennato, fiammiferi, una copertina, piccola cassettina di pronto soccorso ecc.... non dimenticate l'acqua (anche se al rifugio c'è), magari portatevi anche la crema solare perchè nel prato il sole picchia. Non ci sono particolari pericoli, l'unico potrebbe essere un incontro con una vipera, ma stimo parlando di un "pericolo" non comune e comunque possibile anche in altre zone anche molto più a valle.
Non dimenticate la carne per una bella grigliata o se siete vegetariani, la verdura da grigliare e del buon olio..... partite con una buona compagnia.