23 Nov 2011
Cippo di confine a Giovagallo

Tra le tante cose antiche, che si incontrano nei boschi della Lunigiana, ce ne sono alcune che mi affascinano tanto: i termini o cippi di confine.
Essi possono avere diverse funzioni: delimitare, fissare la direzioni, determinare i confini, ricordare un qualcosa. Solitamente sono fatti in pietra arenaria e possono avere varie forme. Riportano spesso simboli, date, linee e, a volte, ci dicono tante cose di un luogo.
Ovviamente hanno un ruolo importante nello studio della storia, perche ci indicano con certezza il confine dei feudi. Inutile dire che nell'antichità, erano importantissimi e salvaguardati. Nello statuto della comunità di Terrarossa (libro 5º Cap.XI) si legge: "Chi con mala intenzione per usurpare i beni altrui confini di se, et de sua confinanti removerà termini sia punito per ciascuna volta e per ciascun termine a lire dieci e di più a rimetter in detto luogho detto termine".
Tra i cippi più belli che ho trovato, ci sono sicuramente quelli di Giovagallo. In particolare due, di forma e dimensione identica, posti a pochi metri l'uno dall'altro. I due cippi si trovano su un’ ampia strada di terra, verosimilmente trafficata fin dai tempi antichi.
Il primo cippo (quello delle prime foto in basso), presenta un solco sulla parte superiore. Da un lato largo, ha una riga centrale con delle righe laterali che partono da quella centrale.... purtroppo è molto consumato, ma osservandolo da vicino si può notare che il disegno ricorda lo stemma dei Malaspina dello "spino secco”. L'altro lato  presenta delle linee scolpite, quasi a formare una riga terminante in due frecce (<---->). Ha una particolarità interessante: è molto consumato al centro, in senso orizzontale. Ci siamo chiesti il motivo e siamo arrivati ad una conclusione molto plausibile: quelli sono i segni di una corda che per anni ha consumato la pietra. Magari corde che servivano a legare dei cavalli o degli animali da tiro, magari in un momento di riposo, dopo aver fatto molta strada.
L'altro presenta una grande V sul lato largo, posto ad ovest. Questo fa supporre il che la V indichi il feudo di Veppo. Sul lato opposto (quello ad est) c'è scolpita una grande T che, quasi certamente, indica il feudo di Tresana. Sui lati stretti presenta: da un lato la data 1563, mentre dall'altro una croce. Il tutto è visibile nelle foto sotto.
Purtroppo, quest'ultimo cippo è stato rubato e quelle postate, forse sono le uniche foto esistenti, fatte molto tempo fa. Per questo motivo, non posso indicare pubblicamente su internet, il luogo dove si trova il cippo "superstite". Inutile dire che se vi dovesse succedere di vederlo in qualche giardino, provvedete immediatamente a fare denuncia, visto che queste persone stanno rubando la nostra storia.