03 Sep 2016
Il mulino nel suo insieme

Guardando le mappe storiche della mia zona ho notato un mulino, posto nel Fosso della Polla (ex Fosso dei Canalacci) ad Altagnana. La cosa che ho trovato strano, è l'assenza di quella costruzione nelle mappe IGM degli anni '70, assenza che si è mantenuta anche nelle attuali mappe regionali. Non solo, ma anche il toponimo "Molino" si è perso. E' cosa strana, perché spesso i toponimi rimangono così come le concessioni dei mulini, rappresentate in mappe IGM (istituto geografico militare) con simbolo stile "stella" o con 4 puntini che indicano la presenza di ruderi. Sono cose che ho imparato a leggere per cercare non solo i mulini, ma anche quel che spesso ci gira attorno: salti d'acqua capaci di imprimere la forza per far girare le ruote dei mulini (da noi solitamente a pale orizzontali, vedi figura)... e salti d'acqua sovente significano cascate e bellezza naturale.
la cartografia storica La mappa storica è curiosa perché riporta strade, intese come lastricati o mulattiere, anch'esse assenti nella IGM. Questo significa solo una cosa: di quel mulino e di quelle strade, si è perso da tempo traccia.... forse da almeno 40 anni, ma allo stesso tempo significa che, come minimo, è lì da 200 anni, ma si può anche supporre, o a me piace pensare, che si lì anche prima della stesura della mappa storica.
Per esperienza, difficilmente si perde totalmente traccia di un mulino, sia perché rimane sempre traccia dei canali artificiali o delle vasche, sia perché le grandi macine e le strutture ferrose rimangono. Magari in 200 anni e più, la forza delle acque, l'umidità pazzesca e l'abbandono, portano al crollo della struttura, ma basta osservare attorno per identificare con certezza un mulino o quel che ne rimane.
Sovrappongo la mappa storica alla mappa attuale, per capire se posso ripercorrere la strada antica, cosa che solitamente preferisco. Noto che subito dopo Altagnana, la vecchia strada interseca l'attuale strada asfaltata e decido di provare a percorrerla.
La Madonnina Mi reco sul posto e arrivo fino alla curva del canale, quella dove c'è la Madonnina e i fiori e parcheggio. Approfittando della presenza di due persone del paese, chiedo e ricevo la risposta che volevo sentire: "lì sotto non ci sono mulini!! se scendi stai attento perché c'è sporco e non riuscirai a passare". Forte del fatto che la mappa storica non può sbagliare, non ascolto, però faccio tesoro di quel che mi dice sul "bosco sporco" e decido di prendere la strada più pulita e certa: il letto del canale. Proprio di fronte alla Madonnina, nella curva, c'è un sentiero con passamano.... lo prendo e porta ad un grande muro fatto dalla Provincia. Qui parte dell’acqua è incanalata in un tubo, un cartellino riporta la scritta "concessione di derivazione di acqua pubblica". Tra l'acqua incanalata e quella rilasciata, si ha il senso della portata di quel canale e si capisce il motivo per cui è stato costruito il mulino in quel posto. Proseguo nel canale, prestando attenzione a non scivolare tra il pietrame e rifiuti vari, gettati lì in tempi passati. Dalla mappa, la posizione del mulino risulta sulla sponda sinistra, quindi su questa mi tengo. Dopo alcune decine di metri arrivano le prime tracce: quel che resta del canale che portava l'acqua verso il mulino... bingo! Ci salgo sopra, sarà lui a portarmi dove voglio andare. Mi faccio largo tra ortica e rovi, fino ad un punto in cui il canale artificiale è chiuso. In questo punto c'è una carrucola e parte un tubo metallico che scende ripido verso il fondo valle. Gli giro attorno e incontro una prima costruzione, tutto esattamente come descritto nella mappa storica, subito sotto il mulino appare ai miei occhi.
MacinaE' più grande di quel che pensavo ed occupa almeno 3 piani: un piano dove c'erano le pale orizzontali, uno dove c'erano le macine e il più alto, probabilmente l'abitazione del mugnaio. La costruzione è in pessimo stato, rimangono le mura esterne ma da questo scheletro, si deducono molte cose. Rimane intatta una stanza a piano terra, sembra essere quella della ruota orizzontale, ma ci arrivo con deduzione e molti dubbi: se dal lato destro, sembra esserci l'apertura da dove scendeva l'acqua incanalata (con attenzione si vede anche nella foto), non vedo i resti metallici dell'ingranaggio. Inoltre al piano superiore non vedo le corrispondenti macine, ma potrebbero essere lì, sotto il cumulo di macerie. La stanza attigua invece, mostra una macina, crollata col pavimento, nella sottostante camera della pala. Come si vede dalle fot o, cadendo si è inclinata lasciando intravvedere la composizione: in primo piano si vede la macina che era posizionata sopra, appoggiata alla pietra sotto. La distanza tra le due pietre veniva regolata da un meccanismo, tramite un manubrio. I cereali venivano messi nella parte superiore della macina e finivano nel foro centrale per poi essere macinati, nella pietra sottostante. Purtroppo non rimane traccia visibile di tutto ciò. Fatto curioso è il nome con cui viene anche chiamata la macina e la parte sottostante in varie parti delle nostre parti: sottana e soprana, esattamente come le parti del testo con cui si cucina. Effettivamente lo ricordano.
Mi affaccio all'interno del primo piano... sul poco intonaco rimasto, si vedono ancora tracce di colore, tra cui una linea oblique che poi diventano orizzontali. Sono poco sopra i fori su cui erano posizionate le travi del solaio, facile quindi intuire che lì ci fosse una scala che saliva inclinata insieme alla linea colorata, disegnata come abbellimento. Ricorda lo stile di pittura degli anni 40’. Su una parete del piano superiore è ancora evidente un incavo dove doveva esserci il camino e la cappa che saliva fino al tetto. Probabilmente serviva a scaldare la l'abitazione, posta su quel piano. Continuo a girare con molta cautela e noto due finestrelle, poste a piano terra. Dovevano avere una qualche funzione perché sopra la prima, il muro sembra annerito dal fuoco. Purtroppo non si notano date, incisioni o scritte che possano dirci qualcosa di più di questo mulino.
Su un lato, una parte intonacata riporta quello che sembra essere un "marchio": due c messe una opposta all'altra. Attraverso il fosso e sulla sponda opposta, salta subito all'occhio un enorme macina, ben più spessa di quella interna al mulino. Su delle pietre in cui scorre il canale, si notano anche delle buche circolari, disposte in linea ma non saprei dire che utilità avessero. Visto da quel lato lo spettacolo è molto bello: il torrentello scorre velocemente a valle, su pietra scavata, tra un salto e l'altro. Il mulino poggia, in parte, sulla stessa pietra del torrentello. Questo stabile, un tempo essenziale nella vita umana è  abbandonato, la vegetazione ormai ricopre le sue pareti, come una barba incolta sulla facciata di un anziano signore. Sembra di essere in un altro mondo… un’altra epoca, siamo passati dal degrado sotto strada ad un angolo di storia, sospeso dal tempo. Se vogliamo, in piccolo, viene alla mente la linea ferroviaria americana transcontinentale, che uccide il vecchio west... in questo caso la strada asfaltata che porta modernità e uccide un mondo antico. Sarebbe bello se qualche anziano di paese, potesse raccontare qualche cosa legato alla storia di questo bel mulino.
Risalgo ad osservare la prima struttura sopra il mulino. Proprio alla fine del canale artificiale c'è quella che sembra quasi essere una casa diroccata ad una stanza, ma se si osserva bene, al suo interno non c'è traccia del tetto. Io credo invece, che questo sia quel che rimane di una vasca, da cui poi scendeva velocemente l'acqua incanalata nelle pale. Il tubo di ferro, credo sia stato fatto successivamente, probabilmente quando il mulino era in stato di abbandono o per lo meno di inutilizzo.
Tempo di tornare a casa, risalgo il canale e torno ai tempi moderni, nel sotto strada fatto di immondizia e tubi abbandonati dalla Provincia.

Come arrivare….
Per prima cosa prestate MOLTA attenzione. Scarponcini d’obbligo, così come i calzoni lunghi.
Arrivate ad Altagnana e seguite la strada per Antona. Arrivati alla Madonnina (prima del lungo ponte per Darola) parcheggiate. Attraversate la strada e scendete fino al “muraglione”. Qui, in qualche modo, andate nel fosso e scendete tenendovi sulla sinistra. Poche decine di metri e noterete una specie di gradino. Quello è il canale artificiale. Seguitelo fino alla carrucola e scendete in direzione del tubo di ferro….. il mulino è lì sotto. Dalla strada al mulino ci sono 5 minuti, l’aria è tremendamente umida e le rocce del fosso scivolose!!! ATTENZIONE!